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Bell'anello con panorami mozzafiato sulla Val Canneto e su tutta la catena Petroso - Meta.
Partenza dalla strada della Madonna del Canneto: circa un chilometro prima del Passo della Rocca, sulla sinistra salendo si stacca la carrareccia che dà origine al sentiero O6 del Parco.
Dopo circa mezz'ora si giunge ad un bivio: a destra c'è la sterrata che in 8 chilometri porta alla fonte Casalorda; si va invece a sinistra e dopo 10 minuti si raggiunge un recinto sulla sinistra e un ripido prato a destra. Qui si incrocia, proprio in corrispondenza della sella di Colle Alto, pochissimo evidente, il vecchio sentiero che da Settefrati sale direttamente alla Fonte Casalorda.

Alti sul sentiero Settefrati-Fonte Casalorda. In basso la sterrata e ls sella di Colle Alto
Il sentiero sale a svolte, prima su prato poi nel bosco in costante direzione NordEst. Poco oltre i 1600 metri di quota si supera il limite del bosco e si sbuca tra gli stupendi pendii prativi sotto la Fonte Casalorda.

Si sbuca dal bosco sotto la Fonte Casalorda 

I pendii di Casalorda
Si punta alla quota 1830 molto evidente a causa dell'antenna posta in cima. Nei pressi della quota 1830 si incontrano di nuovo i segni del sentiero O6 che si seguono fin nei pressi della cima di Rocca Altiera (è necessaria una piccola deviazione per raggiungere la cima).

La catena della Meta, con il monte Tartaro al centro, vista dai pressi della cima di Rocca Altiera

Da Rocca Altiera i segni del sentiero O6 continuano fino alla sella tra la quota 2039 senza nome su IGM e il monte Bellaveduta (2061 m), dove il sentiero seguita sul versante della Val Canneto. Dalla sella si salgono una trentina di metri ripidi, ma senza difficoltà, per arrivare sulla cima del Monte Bellaveduta.

La sella sulla cresta del Bellaveduta
Panorama dal Monte Bellaveduta con Forca Resuni al centro della foto e a destra il Petroso

La cresta a ferro di Cavallo del versante Nord del Monte Bellaveduta
Dalla cresta del Monte Bellaveduta, verso sud, circa 200 metri più in basso, si vede la traccia del sentiero O6 che scende verso la Valle Canari; si cerca a intuito il percorso migliore per scendere su ripido prato verso il sentiero; una volta raggiunto lo si segue verso destra (ovest). In questo tratto il sentiero è segnato male, ma è comunque evidente la traccia che si dirige in continuazione verso SudOvest fino alla quota 1699 su IGM in corrispondenza della quale si entra nel bosco, dove si ritrovano i segni del CAI. Si attraversa sempre verso SudOvest una fascia di bosco scendendo altri 100 metri di dislivello, fino a sbucare sul ripido imbuto prativo che sovrasta la Valle Canari.

Si sbuca dal bosco a quota 1580 metri sopra l'imbuto prativo che sovrasta la Valle Canari
 Qui il sentiero scende percorrendo i pascoli sul dosso che separa la Valle Canari dalla parallela valle del Guado della Giumenta (Colle San Bernardo su IGM). Intorno a 1450 metri il sentiero devia a sinistra e attraversa a mezza costa l'imbuto prativo su cui ci si è affacciati 150 metri più in alto.
Invece di continuare a scendere la Valle Canari, si attraversa una piccola fascia boscosa per arrivare al Casolare Faucitto, dove si ritrova la sterrata che in circa 4 chilometri riporta all'auto.

Il percorso effettuato

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