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Tracciato in formato GPX
Tracciato in formato KMZ

Partenza dall'imbocco del Vallone di Palombaro (750 metri circa).
Il Vallone si snoda incassato fra alte pareti rocciose con pendenza abbastanza sostenuta.
Dopo circa 4.5 Km, a una quota intorno ai 1700 metri il Vallone piega verso destra (NordOvest), si allarga e sbuca su un largo, ripido pendio erboso, in cima al quale c'è la sella che la linea di cresta forma tra il Martellese e la Montagna d'Ugni.
A quota 1850 metri si nota un grosso masso con una caratteristica grotta accanto.

Risalendo il Vallone di Palombaro

Residui di valanghe

L'imbocco della grotta che si incontra intorno ai 1850 metri nella parte alta del vallone
Il Rifugio Martellese, a 2035 metri di quota in splendida posizione
Se non fosse per le nuvole, spesso presenti in zona, si godrebbe di uno splendido panorama: al di là della profonda spaccatura della Valle dell'Inferno la Cima delle Murelle con dietro la maestosa mole dell'Acquaviva.

Il Rifugio Martellese. Sullo sfondo la sella della Carozza e a sinistra il pendio che sale al Martellese

Esattamente a Sud del rifugio si elevano le cime del Martellese (2259 m) e del Forcone (2240 m), parzialmente coperte da macchie di pini mughi.
Conviene salire prima sul Forcone, seguendo un sentiero segnato e ben tracciato tra i pini mughi che risale in diagonale fino alla sella tra il Martellese e il Forcone. Dalla sella è facile salire sul Forcone cercando il percorso migliore tra i pini; ma è impossibile salire sul Martellese.

Dalla sella tra Martellese e Forcone il pendio che sprofonda nella Valle del Forcone

 Per salire fino alla cima del Martellese occorre tornare indietro, seguendo in discesa il sentiero tra i pini mughi quasi fino al suo inizio, dove è possibile tagliare sulla destra la barriera dei pini.
Spostandosi sulla destra del pendio che sale al Martellese, districandosi tra le rade macchie di pini, si riesce a raggiungere la sua cima.
Ridiscesi alla sella del Rifugio Martellese, si risale poche decine di metri il pendio verso il cocuzzolo della Montagna di Ugni; anche qui districandosi il possibile tra i pini, seguendo le varie radure tra essi, si riesce ad arrivare quasi sulla cima.
Tornati sui propri passi si prende ora la larga sterrata della forestale che in un paio di chilometri porta al Rifugio di Ugni posto sulla cresta che degrada in direzione NordEst dalla omonima Montagna.
Poco prima del poggio dove è posto il rifugio, la strada fa una curva a sinistra: seguendola ancora per 300 metri, in corrispondenza del tornante sulla destra, si arriva ad una preziosa fontanella con rubinetto. Si torna al Rifugio di Ugni e si prende il sentiero G4 che per un bellissimo, ripido pendio erboso prima, e per bosco poi, riporta ad incrociare molto più in basso la sterrata della forestale.

In discesa sul sentiero G4

In discesa sul sentiero G4
 Si deve seguire verso sinistra la sterrata della forestale per altri 4 chilometri per arrivare al punto di partenza.

Il percorso effettuato

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